Nel teatro della più bella, estesa e selvaggia faggeta del Catria, tra Balze degli Spicchi - Pian d’Ortica - Pass’i Catria - Balza dell’Aquila - Casciaro, si celebra una festa.

E’ l’ultima domenica di maggio, uomini e donne di Isola Fossara, già dalla prima mattinata, hanno scelto due alberi di faggio: quelli dal fusto più grande e dritto. Verso mezzogiorno li hanno già tagliati, scortecciati, lisciati e trasportati a mano fino a “Pass’i Catria” (o “Pass’e Catria”, Passo di Catria a 1117 m slm). Da dove avverrà la “calata”: il lancio lungo un ripido impluvio, il primo di una serie, lungo il percorso accidentato che li condurrà, scendendo per un dislivello di oltre 650 metri, fino a Isola Fossara. Qui il giorno della festa di S. Antonio, 13 giugno, una volta assemblati i tronchi a formare un’alta antenna lignea, avverrà “l’alzata” del Maggio davanti alla chiesa parrocchiale.

A Pass’i Catria si sono concentrati tutti, dagli addetti al taglio e al trasporto, con gli attrezzi da lavoro tipici dei boscaioli, ai parenti, amici e curiosi. Il silenzio religioso della montagna è rotto da voci e canti, c’è tensione nell’aria, perché il primo tronco viene trascinato, spinto, tirato e infine sistemato con la base, smussata e legata dal filo di ferro (l’”ingarro”) per evitare che si spacchi e il tronco si fessuri, dunque per affrontare al meglio la discesa, rivolta verso il precipizio. Dopo una breve orazione e uno squillo del corno, il “Maggio” viene lanciato: il silenzio scende, perché tutti si ascolta ansiosamente il rumore del tronco che, tra alberi e rocce, precipita giù.

Approfondimenti e riferimenti bibliografici: Barbadoro D., Barbadoro F. 2008. Cenni. Frazer. Sebastianelli F..

Links: Isola Fossara: feste e sagreMuseo della festa.

Mappe:

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Per la Festa di S. Antonio da Padova, patrono del paese, a Isola Fossara, frazione del Comune di Scheggia e Pascelupo (PG), situato alle pendici sud-orientali del Catria, è antica tradizione innalzare il “Maggio” davanti alla chiesa parrocchiale. Esso è costituito da tre tronchi di albero, detti “maggio”, “giunta” e “cima”, riuniti insieme a formare un unico palo, della lunghezza totale di 20 - 22 metri, che viene infine perfettamente lisciato e decorato, all’apice, con rami di bosso.

La festa mostra nel suo complesso evidenti caratteri sincretistici. Alla festività cristiana è con tutta evidenza associata un’usanza popolare, diffusa in numerose tradizioni folkloriche europee, considerata da alcuni studiosi tra le ultime vestigia di un antico culto degli alberi.

Nel caso della festa di Isola Fossara la preparazione e il trasporto dei due tronchi di “maggio” e “giunta” si caratterizzano come una vera e propria festa autonoma. Essa si svolge infatti, rispetto alla data del 13 giugno giorno di S. Antonio, in una delle due domeniche precedenti e si sviluppa interamente fuori dall’abitato, in alto sul Monte Catria: a partire dalla grande faggeta sommitale e poi giù lungo i suoi aspri e scoscesi versanti. Il taglio e il trasporto dei due tronchi di faggio (Fagus sylvatica) viene fatto interamente a mano, senza l’ausilio di mezzi meccanici, mettendo dunque in risalto doti quali forza (il “maggio” arriva a pesare anche 10 q), perizia e coraggio, che sfidano la natura selvaggia della montagna. Abilità e doti tipiche di una comunità di montanari, che basa, da sempre, buona parte delle sue attività proprio sul taglio e l’esbosco.